Aquilani non è un'aquila. Non riesce a volare alto...
Lo avesse avuto a disposizione qualche anno fa, Nils Liedholm avrebbe sicuramente riservato ad Alberto Aquilani il solito, conosciutissimo giudizio: “Sa far tutto benino e niente bene…”. Ma lo svedese non ha avuto questa opportunità, quindi siamo nel campo della maldicenza. Prima di abbandonarla, riportiamo la frase più gettonata negli ultimi giorni: “La dote migliore di Aquilani? Michela Quattrociocche…”.
Michela, per i pochi che non lo sanno, è una delle attrici più promettenti del cinema italiano, lanciata da Federico Moccia accanto a Raoul Bova, ed ha rubato il cuore di Alberto ormai da un paio di anni. E’ certamente la prima ad esser felice del ritorno in Italia della sua dolce metà, a differenza di quanti hanno appreso con Malcelata sorpresa la notizia del passaggio del centrocampista dal Liverpool alla Juventus. Nella Roma di fede giallorossa, Alberto adesso è “il traditore”, avendo i fan romanisti nella mente le interviste in cui Aquilani dichiarava amore eterno alla sua Magica. Vederlo addirittura con la maglia bianconera sembra quasi una provocazione.
Ma, a dispetto della sorpresa iniziale, non c’è rancore anche perché su Alberto tutti giurano che resterà un giocatore a metà, un calciatore di “vetro”, come dimostrano la miriade di infortuni e di forfait, prima con la Roma, poi con il Liverpool di Rafa Benitez. Hodgson, nuovo allenatore dei Reds, non ha fatto una piega quando i dirigenti del club gli hanno proposto la cessione (in prestito) del ragazzo romano: “Vada pure, no problem”. Aquilani deve ora cominciare a pensare se riuscirà un giorno a volare alto. A Roma era il “principino”, il “campioncino”, il “leaderino”, oscurato da De Rossi, azzerato da Totti. Per uno che pensa di essere più super di Balotelli, immaginate con quanta gioia abbia lasciato la capitale. “Non so se un giorno tornerò a giocare in Italia, se così sarà, avrò la maglia della Roma. Non accetterò nessun altro club…”. Povero Alberto, sarà dura vestirsi di bianconero pensando che quelle strisce siano gialle e rosse. Ma ci penserà Michela a consolarlo…

























