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CHI E' BORINI, IL RAGAZZO CHE HA SEMPRE IL COLTELLO TRA I DENTI

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(Ansa) - Da ultimo arrivato, a primo della classe. Per Fabio Borini la doppietta rifilata all'Inter potrebbe rappresentare quel trampolino di lancio necessario per fare il salto nel calcio dei grandi. L'attaccante, classe '91, dopo aver fatto la spola tra Emilia-Romagna e Inghilterra, spera infatti di aver finalmente trovato a Roma il posto giusto per mettere in mostra tutte le sue qualita'. Qualita' che hanno prima spinto Walter Sabatini ha prelevarlo dal Parma (prima in prestito, poi in comproprieta') nell'ultimo giorno utile del mercato estivo, e poi convinto Luis Enrique a schierarlo da titolare dopo l'infortunio di Osvaldo.

A puntare forte su Borini, prima del ds giallorosso, era stato pero' il Chelsea che, grazie all'intervento di Frank Arnesen e Carlo Jacomuzzi (direttore e osservatore dei Blues), lo prelevo' gratis dalle giovanili del Bologna a soli 16 anni offrendo al giovane attaccante quattro anni di contratto e un biglietto di sola andata per Londra. Agli ordini di Ancelotti, e guardando da vicino campioni del calibro di Drogba, Terry e Lampard, Borini cresce e si mette in luce nell'Academy del Chelsea arrivando a meritare l'esordio in Premier League (2009) e Champions League, e la convocazione nell'Under 21 di Casiraghi. Il periodo nei Blues si interrompe pero' nel marzo del 2011: pochi giorni prima del suo 20/o compleanno, il giovane bolognese viene girato in prestito in Championship, nella seconda divisione inglese, allo Swansea.

Con indosso la maglia del club gallese Borini si riscatta e, grazie alle sue reti, trascina i bianconeri a una storica promozione in Premier. ''L'esperienza inglese la sento positiva, ha significato una crescita personale e professionale importante - ha ammesso -. Ho imparato molto da una cultura e una mentalita' diverse da quelle che conoscevo''. Ed e' proprio nel periodo inglese che conia quella particolare esultanza che dopo ogni gol che lo vede mettersi la mano in bocca, mimando un coltello tra i denti: ''L'ho studiata con gli amici quando ero a Londra in un momento di difficolta' personale - le parole di Borini -, e' simbolo che mi rappresenta totalmente e che faccio per far capire che sono uno che non molla facilmente''. Insomma, un combattente. O per dirla con le parole di Ancelotti, ''un rompiscatole alla Inzaghi''. ''Me lo disse al Chelsea - ha rivelato - perche' in allenamento andavo sempre a pressare, anche nelle partitelle. Mi fa piacere e a dir la verita' un po' mi ci rivedo''.

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