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CHI "TIFA" ROSELLA NON PERDE MAI...
Le sette vite di Rosella Sensi. Il Presidente della Roma che, ogni volta che viene dato per spacciato, riesce a risorgere sempre dalle sue “ceneri”. Doveva essere il “grande giorno” della Roma. Il 5 luglio 2010, una data comunque storica. Sia per chi spera (da tempo) di non vedere più dalle parti di Trigoria parenti e amici di Villa Pacelli sia per chi vorrebbe vedere la famiglia Sensi sempre e comunque al comando della Società giallorossa. Dopo una giornata di lunga (ed estenuante) attesa, si è scoperto che anche questa volta (come avvenne con i russi, gli americani e gli svizzero-tedeschi) alla fine Rosella Sensi è rimasta al comando della “sua” Roma. Spazzata via dal vento anche la promessa fatta qualche settimana fa dal presidente del Collegio arbitrale Cesare Ruperto, che aveva promesso: “Il 5 luglio si presentino con un accordo o deciderò io…”. Nulla da fare, non è bastata una riunione fiume che durava da questa mattina alle 12.00 per mettere fine al contenzioso tra Unicredit e Italpetroli. All’aria tutti i titoli di giornale, le parole spese per radio o sui siti internet. Eravamo tutti più o meno convinti che mancasse solo la firma di Rosella Sensi. Così non era perché se alle 21.00 il prof. Cesare Ruperto è costretto a dire: “Si è fatto tardi riprendiamo giovedì…” vuol dire che non mancava soltanto la firma del Presidente della Roma… Tra le parti (si dice) ci sia ottimismo sulla conclusione positiva della trattativa. Ma per altri tre giorni, Rosella Sensi, sarà il Presidente della Roma. E in tre giorni può succedere di tutto…

















