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Italpetroli-Unicredit, nessun accordo. Il futuro della Roma solo a fine estate

Tag: italpetroli, sensi, unicredit

mi020210spe_2578.bro_.jpgSi rafforza l'ipotesi di andare al lodo arbitrale ma il numero due di UniCredit, Paolo Fiorentino, crede ancora nella possbilità di un accordo per dirimere la controversia tra la Italpetroli e UniCredit sui 325 milioni di debiti. A quattro giorni dal termine finale i legali della famiglia Sensi e della banca di Piazza Cordusio sembrano ancora distanti dal tentativo di conciliazione e i nodi sul tavolo restano gli stessi: il prezzo e la struttura dell'operazione. Insomma, il tempo stringe e una soluzione appare ancora lontana. Il tutto fa pensare quindi che la terna arbitrale presieduta dal professor Cesare Ruperto lunedì prossimo deciderà di andare alla sentenza. Che secondo le previsioni potrebbe arrivare entro fine estate. UniCredit avrebbe offerto di azzerare il debito della Italpetroli rilevando il restante 51% della società ancora non posseduto - e a cascata l'As Roma -, lasciando alla famiglia immobili per circa 20 milioni di euro. Una proposta che per Rosella Sensi non sarebbe sufficiente: per fare un passo indietro ci vorrebbero almeno 100 milioni. Intanto, oggi nella capitale il deputy Ceo di UniCredit, Fiorentino, è tornato sul tema mostrando un cauto ottimismo. «Speriamo che si trovi un accordo, ci sono gli avvocati che lavorano». «Stiamo provando a trovare un accordo» altrimenti «ce lo trova l'arbitro». Lo stesso Fiorentino ha poi sgombrato il campo dall'ipotesi che la banca abbia affidato un incarico ad un advisor per cercare un compratore dell'As Roma (si parlava di Rothschild). «Non c'è nessun mandato ufficiale», ha detto Fiorentino, «se entriamo in questo film ci porremo il problema di chi ingaggiare». «Abbiamo un rapporto con tutte le investment bank tra cui Rothschild», ha proseguito, precisando che «stiamo ipotizzando il futuro e non ci abbiamo messo la testa». «Queste investment bank - ha fatto notare con una battuta - sono piene di tifosi della Roma e quindi magari si candidano più per passione che per professione».

ANGELUCCI - Il nome era circolato già alcuni mesi fa, poi si è creata un pò di confusione con il quasi omonimo Angelini. La vera alternativa alla famiglia Sensi era, forse è, rappresentata da Giampaolo Angelucci, negli ultimi giorni in vacanza in Sardegna. Lo scrive Tuttomercatoweb. Vorrebbe entrare nel mondo del calcio, nonostante in ambito familiare non tutti sono d'accordo. La sua vicinanza ad Unicredit potrebbe giocare un ruolo fondamentale. La trattativa può andare in porto, a patto che la famiglia Sensi non trovi un accordo con l'Unicredit di Profumo; per questo motivo sono stati avviati nei giorni scorsi i primi contatti con Angelucci che avrebbe controllato perfino i libri contabili. Quello di Angelucci è un impero: cliniche, strutture sanitarie e quotidiani. E' un mondo ampio e variegato quello della famiglia Angelucci. A capo c'è Giampaolo, 35 anni, che da anni è uno dei protagonisti della sanità laziale ed italiana. L'impero Giampaolo lo ha ereditato dal padre, Antonio, fondatore della Finanziaria Tosinvest spa: è lui che ha creato un vero e proprio "network" di cliniche e strutture per la riabilitazione in tutta Italia particolarmente concentrate tra il Lazio e la Puglia. La Tosinvest dispone di strutture sanitarie accreditate presso il Ssn che garantiscono in totale 3000 posti letto. La società gestisce inoltre il presidio ospedaliero di Ceglie Messapica, 5 residenze sanitarie assistenziali nel Lazio e 11 in Puglia. Da Giampaolo Angelucci dipende anche il San Raffaele di Roma divenuto istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) sotto la precedente giunta regionale di centrodestra guidata da Francesco Storace. La famiglia romana è attiva anche nel mercato dell'editoria grazie alla proprietà dei quotidiani Libero e Il Riformista. In passato gli Angelucci hanno avuto una partecipazione anche nell'Unità. Manca solo il calcio: sarà la prossima tappa? Sensi permettendo...

LA SMENTITA - Sono giorni caldi per il futuro della famiglia Sensi. Siamo ormai alla stretta finale tra Italpetroli e UniCredit, in ballo quasi 400 milioni di debiti che la famiglia Sensi ha contratto con l'istituto di credito e il futuro dell'As Roma, asset di spicco del gruppo Italpetroli. In giornata si era sparsa la notizia secondo la quale la banca di Piazza Cordusio avrebbe allacciato i contatti con Giampaolo Angelucci, presidente della Tosinvest per l'eventuale cessione della società giallorossa. Contattata da LAROMA24.IT, fonti interne al Gruppo Angelucci - Tosinvest fanno sapere che le notizie sono prive di fondamento: "Nessuna intenzione di entrare in una trattativa per l'acquisizione dell'As Roma e a breve dirameremo un comunicato di smentita". Smentite che fanno il paio con quelle di UniCredit. Fonti vicine alla banca capeggiata da Profumo smentiscono, infatti, l'esistenza di una trattativa con il gruppo Tosinvest finalizzata alla cessione della società giallorossa.

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