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KJAER PUNTA CENTRALE, NAUFRAGA COSI' IL PROGETTO DI LUIS ENRIQUE

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foto myphotosoccer.it

Doveva insegnare a Roma e all’Italia come si gioca al calcio. Ma dopo poco più la metà del campionato per evitare l’ennesima figuraccia contro una squadra vergognosa, decide di mandare in campo 5 punte più Kjaer che da difensore centrale si ritrova a fare il centravanti al posto di Totti. Naufraga così il progetto "stile Barcellona" di Luis Enrique e di una squadra che negli ultimi 20 minuti invece di buttare palloni in area di rigore continuava a passarsi la palla come se fosse nel cortile di casa.

In 94 minuti i giallorossi sono riusciti nell’impresa di non tirare mai pericolosamente verso la porta avversaria. Mai visto nel campionato di serie A una squadra che, dopo il vantaggio all’inizio del secondo tempo, si schiera in campo con una sorta di 6-4-0. Tattica che è bastata a Sannino per fermare una Roma lenta, impacciata e a tratti irritante che, come al solito, ha buttato via l’ennesima occasione per dare un senso a questa stagione.

Ad una delle squadre più scarse del campionato (che tra andata e ritorno ha tolto 5 punti alla Roma…) è bastato il solito pressing a tutto campo per annichilire le idee di Luis Enrique che si è dimostrato ancora una volta incapace di cambiare la squadra in corsa. Anzi, ha fatto quello che un vero allenatore non farebbe mai: mettere in campo attaccanti su attaccanti, trasformare l’anticalcio come Kjaer in punto di riferimento del gioco offensivo. Un vero e proprio insulto a tutto quello che hanno cercato (da Baldini a Sabatini fino ad arrivare al tecnico spagnolo) di inculcarci nella testa in questo campionato.

Più che Guardiola, Luis Enrique sembrava voler imitare Mourinho quando nell'anno del triplete per recuperare le partite affiancava ad Eto'o, Milito e Sneijder (non Borini, Osvaldo e Bojan...) anche il "prode" Materazzi.

Ci dicevano che per quest’anno contava solo la ricerca del bel gioco ma, alla prima occasione a cui ci si attaccava anche ad un punto per muovere la classifica, ecco tornare la Roma allo “schema Mazzone”. Il problema è che se ad una squadra per mesi gli dici di non fare lanci lunghi (e alla fine sembra essere l’unico insegnamento appreso dai giocatori giallorossi) poi non puoi pretendere che nell’ultima mezz’ora di una partita si cambi di punto in bianco mentalità e schemi provati a Trigoria.

L’ennesimo errore di Kjaer fa parte della galleria degli orrori di un calciatore mediocre che tutti gli avversari sanno come e dove attaccare, affidarsi ad un ragazzino come Viviani senza dargli il giusto supporto rischia invece solo di bruciare un giovane talento ancora in erba. Come si è fatto per Jose Angel, inguardabile anche questa sera. Male Pjanic, male Borini, non pervenuto Simplicio ma è stata tutta la squadra a non aver dato l'impressione di essere proprio scesa in campo.

E se poi lì davanti Totti attraversa una delle peggiori serate in maglia giallorossa… E’ notte fonda.

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