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PASTORE: RESTO AL PALERMO - Montella: "La colpa è delle firme..." - Montali: "Mancata Champions potrebbe condizionare futuro"
MONTELLA - "La sconfitta brucia perchè avevamo avuto delle occasioni anche per vincere". Non nasconde la propria amarezza il tecnico della Roma Vincenzo Montella dopo il ko subito all'Olimpico per 3-2 contro il Palermo che riduce ancora di più le speranze giallorosse di poter raggiungere il quarto posto che qualificherebbe per i preliminari di Champions League. "Dobbiamo guardare avanti. Abbiamo provato a vincerla anche con un pò di disordine nel finale - ha aggiunto il tecnico a Sky - tante analogie con il ko contro la Juve.Viviamo situazioni difficili con l'esito della trattativa sempre il giorno prima di giocare. Un po' ci ha condizionato. Sull'1-1 incredibile il gol sbagliato a porta vuota da Vucinic. "Può capitare a tutti di sbagliare gol facili. Non so se sia un caso ma non credo sia il momento di discutere di queste cose - ha spiegato ancora Montella che ammette problemi nei contropiedi avversari - nel secondo stavamo spingendo per vincere. Non siamo stati bravi sapevamo che mettevano due giocatori dietro il centrocampo nostro. Per ora la nuova società che verrà di DiBenedetto va in secondo piano. "Oggi siamo molto amareggiati. Il Palermo ha fatto la sua partita. E' stata una partita sfortunata, possiamo dirlo al contrario di quello che dicevano di noi. Altri episodi oggi non stati visti come dovevano".
MONTALI - "I tifosi hanno fischiato? Hanno tutto il diritto di farlo, oggi dovevamo fare risultato, siamo indifendibili, hanno ragione loro". Così Gianpaolo Montali ai microfoni di Sky rappresenta lo stato d'animo della Roma dopo il ko interno con il Palermo, frutto anche della lunga attesa per conoscere le sorti della società. "E' una cosa con la quale dovevamo convivere e lo sapevamo, ieri fino a tarda sera eravamo tutti in piedi in ritiro in attesa di notizie. Quel che conta, però, è ciò che si fa in campo nei 90', potevamo vincere, non ci siamo riusciti, adesso è inutile cercare alibi. Di chi la colpa? E' una questione di atteggiamento, di profili di squadra e profili di giocatori, questo fa la differenza, questa era una gara in cui dovevamo andare in campo con il sangue agli occhi, pensavamo che dopo una gara buona come Udine il risultato venisse di conseguenza, invece in gare così la cattiveria fa la differenza".

















