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Svanito il sogno arabo... C'è rimasto Angelucci

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La questione societaria è aperta, l’advisor cerca un comprato­re per la Roma, che prosegue la sua attività sotto la presidenza di Rosel­la Sensi, intenzionata a completare la campagna acquisti con i fratelli Burdisso. Gli accordi per la dismis­sione degli asset, Roma compresa, sono stati sottoscritti da Unicredit e Italpetroli il 26 luglio, anche se l’ar­bitrato si chiuderà solo l’11 ottobre, il presidente Ruperto resta a garan­zia e verificherà i tempi e i termini dell’accordo. Formalmente Unicre­dit conferirà l’incarico di trovare un compratore per la Roma a Rotschild a metà della prossima settimana, ma i primi contatti l’advisor li ha già avuti e prosegui­ranno, a 360 gradi, con interlocutori ita­liani e stranieri. Ieri c’è stata l’assemblea di Italpetroli, che ha preso in esame atti incombenti successi­vi al contratto del 26 luglio per l’approva­zione del bilancio. Entro settembre sarà ufficiale anche la no­mina del professor Zimatore a presidente del cda della Newco Roma.

CORDATE ROMANE - Al contatto che c’è stato con i rappresentanti del fondo arabo non hanno dato troppa impor­tanza neanche i vertici della banca, al massimo potrebbe entrare con una piccola quota di minoranza. L’impressione è che alla fine la par­tita si giocherà sui tavoli dell’alta fi­nanza romana. L’unico imprenditore che finora si è mosso per manifesta­re la sua disponibilità a poter tratta­re con Rotschild, quando i tempi sa­ranno maturi, è stato Giampaolo An­gelucci, elemento di punta di una fa­miglia che intende diversificare la propria attività imprenditoriale. I contatti finora sono stati solo esplo­rativi, ce ne saranno altri, ma al mo­mento Angelucci sembra essere il più accreditato a poter trattare la Ro­ma al prezzo che stabilirà l’advisor, tra i 130 e i 150 milioni. L’imprendi­tore, che è nel patto di sindacato di Unicredit, attualmente è in vacanza a Senigallia, avrebbe progetti ambi­ziosi e la sua passione per la Roma, mai ostentata, l’ha alimentata nel ri­cordo della madre. Il padre Antonio, deputato del Pdl, ha dato il suo as­senso. La famiglia Angelucci sareb­be intenzionata a muoversi da sola, senza partner e sa­rebbe interessata an­che alla costruzione dello stadio di pro­prietà, per il quale in autunno potrebbe es­serci il via libera.

ADEMPIMENTI - Fonti vicine alla banca non danno per facile tro­vare una soluzione per la Roma, anche se come società quo­tata in Borsa e dopo la firma dei contratti tra Italpetroli e Uni­credit, si può acqui­stare in un mese. Ci sono degli adempimenti post-con­trattuali da assolvere, ma in dieci giorni è fatto tutto. Probabilmente si entrerà nel vivo tra la fine di settem­bre e i primi di ottobre e la questio­ne romana non riguarda solo Ange­lucci. La banca aspetta di conoscere le prossime mosse di Francesco An­gelini. L’imprenditore farmaceutico ha fatto perdere le sue tracce, ma po­trebbe rientrare in una cordata che comprenderebbe altri imprenditori (possibile anche il fondo Clessidra) e che farebbe capo a Giovanni Malagò, vigile, nel suo osservatorio privile­giato dell’Aniene, sulla questione ro­mana. Corriere dello Sport

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