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Totti come Toti: "Nun moro io"
«Nun moro io». Disse il romano Enrico Toti poco prima di scagliare la sua stampella verso il nemico, che poi lo avrebbe ucciso. Con la stessa orgogliosa ostinazione, questa Roma ridotta ai minimi termini da infortuni in sequenza e squalifiche resta aggrappata all'ultimo obiettivo in grado di dare un senso alla sua stagione: il quarto posto.
A Genova c'erano tutti i presupposti per una rovinosa caduta, che avrebbe allontanato ulteriormente i giallorossi dalla zona Champions: la ferita ancora aperta per l'eliminazione subita dall'Arsenal ai rigori dopo una prestazione encomiabile, nove assenze pesanti che hanno costretto Spalletti ad inventarsi la formazione varando un inedito 3-4-1-2, il rischio di perdere i pochi pezzi sani rimasti dopo gli stressanti 120' di mercoledì, la rimonta e il sorpasso della Samp che in pochi minuti hanno annullato il vantaggio di Baptista, l'espulsione di Motta e quella mancata del sampdoriano Padalino. Piegata da tutto, la squadra di Spalletti ha tirato fuori un'altra prova tutto cuore che le ha permesso di strappare a Marassi un punto d'oro. Il quarto posto è sempre lì, a un tiro di schioppo, solo due punti più avanti. Nonostante tutto.
Ma la pareggite che sta colpendo la Roma (tre punti nelle ultime tre gare) alla lunga potrebbe rivelarsi più pericolosa di quanto ora non sembri. Non sempre dalle altre arriveranno aiuti e così c'è bisogno di tornare a vincere (come ormai ai giallorossi non accade da un mese) per restare attaccati al treno Champions. Sabato sera arriva la Juventus per questa specie di derby delle squadre incerottate e motivate. I bianconeri hanno intenzione di giocarsi fino all'ultimo le loro chance scudetto ma per ora dovranno farlo senza una decina di giocatori.
Magra consolazione per i giallorossi e sicuramente non starà facendo salti di gioia nemmeno l'ex medico sociale della Roma, Mario Brozzi, mandato via per la cattiva gestione di alcuni infortuni, che continuano a colpire la squadra: «Magari bastasse allontanare il ministro per risolvere i problemi della sanità di un Paese- dice a Radio Anch'io Sport- Infatti non credo di essere stato mandato via per questo...». Spalletti spera di recuperare almeno Totti, che magari avvenga un miracolo per Aquilani (ha «solo» un'infiammazione dei legamenti della caviglia destra) e che a De Rossi venga scontata una giornata di squalifica, anche se tra giovedì e venerdì la Disciplinare potrebbe punire sia il centrocampista che l'allenatore per quando accaduto dopo la partita con l'Inter.
Al momento però la situazione è ancora più tragica di sabato, perchè è difficile prevedere recuperi o sconti di pena e in più sicuramente con la Juve mancheranno gli squalificati Motta, Pizarro e Diamoutene. In attesa che una pioggia purificatrice si abbatta sul lazzaretto di Trigoria, Spalletti dovrà nuovamente dare fondo alle sue capacità di inventore e psicologo. La sua Roma non è mai stata così indisciplinata (ben nove espulsioni fin qui, nessuno in serie A ha fatto peggio), mentre soprattutto in questo momento servono nervi saldi per non uccidere con le proprie mani il sogno Champions.
Ar.

















