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TOTTI SUPERA NORDAHL: SI', MA CHI ERA QUESTO NORDAHL...?

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(La Gazzetta dello Sport - G.Bagnati) - Totti meglio di Nordahl. 211 con la stessa squadra. Un mito del calcio è stato superato dal re di Roma. Ma chi era Nordahl? che ha vestito anche la maglia giallorosa dal 1956 al 1958, diventandone anche l'allenatore. L'arrivo Gunnar Nordahl arriva alla stazione di Milano il 22 gennaio del 1949. Ad attenderlo ci sono duemila tifosi tanto entusiasti da mandare in frantumi alcuni vetri della stazione. Il 27 è già in campo nel recupero con la Pro Patria e va subito in gol. Al primo derby segna una doppietta in un leggendario derby con l'Inter finito 4-4. Il pompiere Così lo chiamano, perché in Svezia faceva questo mestiere.

Gunnar (nella foto accanto a Nils Liedholm) era arrivato in Italia preceduto dalla fama di uomo gol. Lo avevano scoperto grazie alla nazionale svedese, che grazie alle sue reti si era aggiudicata l'oro olimpico. In 33 partite con la Svezia aveva segnato 43 gol, di cui 5 in una sola partita contro la Norvegia. Gli inizi Aveva cominciato a segnare a 16 anni nella squadra della città dove è nato, Hornefors. I suoi primi tre campionati hanno una particolarità: il numero dei gol è sempre superiore a quello delle presenze. Sarà proprio Nordahl a convincere il connazionale Nils Liedholm a trasferirsi con lui in Italia. Assieme a Gunnar Gren, detto il professore, formano il trio Gre-No-Li. Lo score di Nordahl è impressionante: ha vinto cinque volte il titolo di capocannoniere Totti una volta soltanto, ha conquistato col Milan due scudetti, nel 51 e nel 55. Che bisonte Per i tifosi del Milan non è soltanto il pompiere: l'altro soprannome è il bisonte.

In una foto del 1952, molto tenera, Nordahl , prima di entrare in campo a San Siro, saluta un piccolo tifoso che tende timidamente la manina che sbuca dall'inferriata. Con quel fisico non poteva aver paura. Una volta a Bologna in uno scontro con lo stopper Mezzadri rovinò addosso al portiere Boccardi: trauma cranico e principio di commozione cerebrale. Al risveglio in ospedale chiese di tornare in campo. L'impresa La firma più importante dello scudetto del 1951 quell'anno la Roma retrocede in B è proprio quella di Gunnar Nordahl: 34 gol in 37 partite, quasi un terzo delle reti realizzate dai rossoneri in quella stagione 107. Gre-No-Li è un trio che dà spettacolo: Gren costruisce gioco, Nordahl segna, Liedholm corre. Ha raccontato il barone di aver accettato il Milan per stanchezza.

Nordahl e la moglie lo avevano tenuto sveglio tutta la notte per convincerlo. E anche la storia di Liedholm, come quella di Nordahl si intreccia con la Roma. Sarà l'allenatore dei giallorossi in quattro riprese, legando il suo nome allo scudetto del 1983 e festeggiando nel 1997 le mille presenze in A dopo aver rilevato Carlos Bianchi. Il tecnico argentino relega Totti fra le riserve, ne caldeggia la cessione. Con Liedholm in panchina Francesco torna l'uomo chiave della Roma. E con la sua solita ironia il barone rivelerà: «A Trigoria abbiamo allenato Totti a subire falli. Così impara a comportarsi in queste situazioni. D'altra parte la colpa è sua: è troppo bravo e gli menano sempre». Nordahl è morto d'infarto ad Alghero, dove si trovava in vacanza, il 15 settembre 1995 a 73 anni.

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