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Trigoria, Sensi "snobbata"... Sensi arrabbiata

Tag: rosella sensi, trigoria

basr020909srt_0004.bro_.jpegGazzetta dello Sport - L’incertezza del futuro — che Roma sarà e che ne sarà di noi? — fa mancare la terra sotto i piedi a qualcuno e riporta in superficie divisioni, fragilità, insicurezze, lotte di potere Dicono che Rosella Sensi — in questa sua nuova veste di presidente a tempo e manager in pectore — non abbia gradito l’aria che ha respirato a Trigoria, il riemergere di questioni personali, tutta questa paura del futuro. Lei non frequentava il centro sportivo da un po’. Ma non poteva pensare che l’ultimo mese — culminato con la cessione di Italpetroli alla banca e la Roma in vendita — fosse scivolato senza lasciare strascichi. Un paio di questioni devono esserle sfuggite di mano. I giocatori sono rimasti senza parole dopo averla ascoltata ma — fanno sapere — ugualmente preoccupati. Totti fa giustamente il suo mestiere: «Il presidente ha confermato fiducia a squadra e società — ha detto il capitano —. Rosella era serena, mi ha tranquillizzato, È importante che lei possa darci ancora una mano. Noi pensiamo al campo: io e Adriano faremo grandi cose». Però i giocatori non vogliono vivere un’altra stagione di stipendi arretrati, sacrifici, promesse. E Ranieri vuole certezze prima di firmare un rinnovo biennale. Aspettando la svolta Mac’è il solito problema di liquidità. Lunedì la Sensi ha parlato anche ai dirigenti. «L’autofinanziamento resta — ha detto —. Non possiamo chiedere niente a nessuno». In effetti, mentre la competitività della squadra è garantita, il mercato per completarla è fermo. Oggi Pradè sarà a Milano. L’agente di Burdisso scalpita («Se entro il 28 non arriva un’offerta Nicolas parte con l’Inter»), ma la Roma sta aspettando la rata di Sky e sponsor (circa dieci milioni) per poter pagare gli stipendi di maggio. Gli acquisti si faranno con i soldi delle cessioni minori, ancora lontane. A meno che la Sensi — quando avrà perfezionato l’accordo con UniCredit e ricevute le deleghe — non voglia coinvolgere la banca in qualche piccolo finanziamento che aiuti il processo di valorizzazione di squadra e società. Intanto domani, da vicepresidente, darà il suo contributo perché la Lega consenta a UniCredit di anticipare ai club i diritti tv dei prossimi due anni, quasi due miliardi. Risolverebbero un sacco di guai in attesa di nuovi padroni.

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