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Troppe partite, e (ancora) troppi chili. Per adesso Adriano è un flop
Adriano è lo specchio in cui la Roma si vede ancora un po’ ingrassata e, onestamente, pure un po’ bruttarella. Di gioco se ne è visto pochino, eppure le partite (e le occasioni) sono state tante. 4-3-3? 4-4-2? 4-2-3-1? 4-3-2-1?Che confusione, ma come diavolo giocherà la Roma 2010-11? Ranieri è sembrato per la prima volta in confusione: ha cominciato con il tridente pesante Totti-Adriano-Vucinic (per fare felici i tifosi in ritiro?), ha ripiegato sull’antico 4-4-2 (ma dove sono le ali? Forse solo Taddei) e infine rispolverato il 4-2-3-1, che resta l’abito che la Roma veste meglio (con tutti i centrocampisti che ha). Ranieri un’attenuante ce l’ha: troppe partite in questo precampionato. Alcune davvero inutili. Non ne aveva bisogno nemmeno Adriano. Anzi, il centravanti brasiliano ne ha risentito: troppe partite, troppo presto, troppi chili da smaltire prima. Due gol (ma ai boscaioli e al Sud Tirol), qualche accelerazione (senza esagerare), poi più nulla. Il nutrizionista lo aveva detto: «Gli ci vorranno mesi per tornare quello di cinque anni fa», cioè con 15 chili in meno. Non è colpa sua, anzi la buona volontà ce l’ha messa tutta, ma i chili non sono fiaschi che si abbottano (né si svuotano). Piuttosto, se Adriano è ancora questo, non si capisce come possa risultare brillante e decisivo se deve pure girare intorno a Totti. Sabato, intanto, si accomoderà in panchina. Anche perché il confronto con Vucinic e Menez, al momento, è impietoso.

















