![]() |
![]() |
TUTTI I DEBITI DI CASA SENSI

Cari Americani, benvenuti a Roma, dice Carlo Bonini nel suo articolo per Repubblica che parla dei conti della società giallorossa. E si capisce il perché dell’ironia leggendo la due diligence sul bilancio della società giallorossa che era il principale ostacolo alla chiusura della trattativa tra Unicredit e la cordata di DiBenedetto e Pallotta.
Se si ha la pazienza di leggere le centinaia di pagine e allegati del “Legal due diligence report” redatto dall’advisor dei venditori di “As Roma” il 23 novembre del 2010, si comprendono le ragioni di una trattativa lunga e complicata. Si scopre di quale sostanza è fatto il Colosseo che, consapevoli del rischio, gli americani hanno comprato. Quale Paese dei Balocchi e fabbrica di “buffi”, come a Roma si definisce il “pagherò”, sia stata Trigoria in questi anni. E lo sforzo titanico che sarà necessario per rimetterla al mondo e alle regole del mercato. Conviene insomma sapere, tanto per dirne una, che su “As Roma” grava un contenzioso giudiziario (tra cause intentate, ingiunzioni di pagamento, azioni annunciate) tra i 50 e i 60 milioni di euro, più o meno l’importo di una buona campagna acquisti. Che tra chi bussa ancora a quattrini ai cancelli di Trigoria si avvistano ex giocatori come Gabriel Batistuta (chiede 9 milioni), Gustavo Bartelt (9 milioni anche lui), Ivan Helguera (un tribunale di Albacete, Spagna, gli ha già riconosciuto un indennizzo di 185 mila euro), Mauro Esposito (475 mila euro), Sebastiano Siviglia (pretende la differenza di salario che ancora deve ricevere a distanza di dieci anni).
Ma conviene anche sapere che la lista di chi non è stato mai pagato o, se lo è stato, solo in parte, è lunga come la fila ai tornelli della Curva Sud:
Un’umanità varia di cui la due diligence dà conto solo «per le cause di valore superiore ai 100 mila euro» – e in cui capita di trovare un fior di professionista come l’avvocato Filippo Lubrano, già presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma ed ex componente del cda della società, in causa, a Milano, per 2,5 milioni di euro. O l’ex medico sociale e oggi consigliere regionale Mario B r o z z i (che chiede al giudice del lavoro che il suo vecchio contratto a tempo determinato sia trasformato in impiego a tempo pieno). E, ancora, la società di marketing “Dls” (2 milioni e mezzo), la casa di cura “Villa Stuart”, dove i calciatori della Roma, evidentemente si sono curati “a uffa”, come si direbbe da queste parti, visto che le fatture non saldate sfiorano 1 milione e 300 m i l a euro.
I problemi della società sono noti:
Del resto , appena il 18 ottobre scorso, i sindacati avevano recapitato alla società una lettera di messa in mora in cui si denunciavano «i ritardi, senza alcun preavviso, nel pagamento degli stipendi; il mancato rispetto della definizione dei piani ferie e del loro godimento; l’uso frequente di lavoro straordinario; il mancato rispetto delle norme sulla privacy; il mancato rispetto degli accordi sui bonus». Insomma, una pratica avventurosa nei rapporti di lavoro. Un po’ come avvenuto con i 402 contratti a tempo determinato firmati dalla società negli ultimi 5 anni (189 con pensionati), buoni evidentemente per retribuire un indotto di professionisti spesso dallo oscuro mandato. Come nel caso del geometra Coricelli, saldato con 70 mila euro lordi annui, per adempiere, si legge nel suo contratto, a mansioni che neppure un asso dell’enigmistica sarebbe in grado di decrittare: «Attività di conduzione, avanzamento, finalizzazione di parti progettuali e avvio delle operazioni di cantiere per la costruzione delle opere previste nell’ambito delle specifiche dei tempi e costi, determinati di volta in volta dai progetti».
Infine, l’accusa alla famiglia:
«I Sensi sono stati una famiglia generosa», si sente ripetere. Andrebbe aggiunto, con i soldi di una banca, “Unicredit”, e con il piglio di quei padri che ipotecano la casa per comprarsi la macchina. I numeri, del resto, danno ragione all’adagio, se si pensa che a Bruno Conti (stipendio lordo annuo di 500 mila euro), l’As Roma, che fatica a pagare gli stipendi, concede un prestito in scadenza nel 2012 di oltre 200 mila euro (a oggi restituito per la metà). Che a Trigoria sono 7 le auto a disposizione della dirigenza, che nessuno ha mai trovato il tempo neppure di occuparsi dei contratti da 15 mila euro al mese dei giardinieri dei campi di allenamento, scaduti e apparentemente tacitamente rinnovati.
| GUADAGNI DEI MANAGER | |
| ROSELLA SENSI | 1 MILIONE DI EURO |
| DANIELE PRADE' | 716MILA EURO |
| GIAN PAOLO MONTALI | 600MILA EURO |
| BRUNO CONTI | 536MILA EURO |
| CRISTINA MAZZOLENI | 462MILA EURO |
| SPESE PER IL PERSONALE |
| 109 MILIONI DI EURO (106 A CALCIATORI E STAFF E 3 AD ALTRI DIPENDENTI |
| 402 I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO NEGLI ULTIMI 5 ANNI |
| CONTENZIOSI APERTI | |
| GABRIEL BASTISTUTA | 9 MILIONI DI EURO |
| GUSTAVO BARTELT | 9 MILIONI DI EURO |
| FILIPE | 9 MILIONI DI DOLLARI |
| MAURO ESPOSITO | 475MILA EURO |
| IVAN HELGUERA | 187MILA EURO |
| SOCIETA' DLS | 2,5 MILIONI DI EURO |
| AVV. F. LUBRANO | 2,3 MILIONI DI EURO |
| SOCIETA' ERRE EMME | 500MILA EURO |
| D. BRUGNOLI | 435MILA EURO |
| VILLA STUART | 1,3 MILIONI DI EURO |
| TOTALE | 25 MILIONI 807MILA EURO |
testo tratto da www.giornalettismo.com

















